Falling, Valentina Ferraro

Pubblicato il 11 ottobre 2026 alle ore 15:00

Devy: Wadi, il mio vicino di casa è impazzito: vuole affidarmi un murales gigante per la sua clinica. Una cosa che vedranno tutti! Ah, e senti questa: vuole che stiamo insieme.

Wes: Deve essere amore, Marlin...

Partiamo da una premessa fondamentale: io non so esattamente cosa abbia combinato Valentina Ferraro durante la stesura di questo libro, ma sospetto fortemente che a un certo punto abbia semplicemente aperto una porta, fatto entrare il caos e deciso di vedere cosa sarebbe successo.
Perché Falling è una storia d'amore, è un romance, ma è anche una quantità imbarazzante di sarcasmo, battute al vetriolo, personaggi che sembrano avere un abbonamento annuale alle disavventure e, soprattutto, una protagonista che possiede almeno quattordici personalità diverse e le utilizza tutte contemporaneamente.
E io, sinceramente, non potrei esserne più felice.

Devina "Devy" Thorne ha ventidue anni, vorrebbe scrivere libri per bambini, lavora da remoto come virtual assistance di una casa di skincare coreana e, dopo sei anni trascorsi a cercare di tenere il mondo rigorosamente fuori dalla propria porta, decide di trasferirsi nell'appartamento 1B al numero 74 di Wooster Street, a SoHo. Fin qui tutto abbastanza normale, se non fosse che Devy — perché Devina ormai è un nome troppo serio per una persona come lei — ha sviluppato negli anni una relazione decisamente tossica con Amazon e ordina pacchi con una frequenza tale da far pensare che stia arredando l'intero palazzo anziché un monolocale. 
Il problema è che i pacchi finiscono sul pianerottolo e, puntualmente, a prenderli è lui: Weston Rowan.
Wes ha ventinove anni, è un medico, specializzando in chirurgia con i New York Rangers e, soprattutto, uomo che sembra essere stato costruito seguendo il manuale universale del controllo. Metodico, ordinato, rigido e preciso, Wes è il tipo di persona che probabilmente organizza anche le proprie giornate libere con un'agenda, tre promemoria e una tabella Excel. Devy, al contrario, sembra vivere secondo il principio del "vediamo cosa succede".
Una combinazione assolutamente perfetta o assolutamente disastrosa.
Probabilmente entrambe.
Perché se Devy è caos, Wes è controllo. Se lei cambia colore ai capelli più spesso di quanto cambi idea, lui sembra avere ogni aspetto della propria vita sotto controllo. Se lei cerca di sparire dal radar del mondo, lui ha costruito la propria vita intorno alla disciplina, al lavoro e alle responsabilità. Eppure basta un gatto nero e qualche pacco di Amazon perché le loro vite inizino a intrecciarsi.
Ma parliamo di lui adesso, Miso, il gatto di Wes. Ripeto: il gatto è di Wes. Il problema è che Miso non sembra esserne particolarmente convinto, perché quel gatto ha deciso autonomamente che l'appartamento 1B è un'estensione perfettamente legittima del proprio territorio e si presenta puntualmente da Devy, soprattutto quando Wes è via con i Rangers. Da qui nasce il loro accordo: Wes porta a Devy i pacchi che vengono lasciati nel pianerottolo; Devy gli restituisce Miso ogni volta che il gatto decide di fare una vacanza nel suo appartamento. È un accordo semplice, quasi professionale. Pacco consegnato, gatto restituito.
Evidentemente nessuno dei due aveva considerato la possibilità che, nel frattempo, si sarebbero affezionati l'uno all'altra.

Ora, io non vorrei aprire un discorso su un gatto nero, ma per favore, vogliamo parlare del fatto che Miso è letteralmente IL protagonista del romanzo per eccellenza?
Un intero capitolo dal punto di vista del gatto? Cento punti, non discutibili.
Quel gatto, probabilmente, ha la visione più lucida di qualsiasi altro personaggio nel romanzo. 
È totalmente insofferente al genere umano, odia praticamente tutto e tutti e guarda i due umani che gravitano intorno alla sua vita con quell'espressione tipica dei gatti che sembra dire: "Ma io cos'ho fatto di male per meritarmi questo?", che poi voglio dire, questa è la cosa meravigliosa di Miso: lui non vuole bene a nessuno, forse. È così divertente quando finalmente entriamo nella sua testa, perché scopriamo che il suo livello di insofferenza nei confronti degli esseri umani è persino peggiore di quanto avessimo immaginato. Per Miso, Devy e Wes sono due esseri umani con limitate capacità cognitive che, per qualche inspiegabile motivo, hanno deciso di occuparsi di lui. E lui, evidentemente, sta scontando una pena detentiva. La sua analisi della situazione è qualcosa che mi ha fatta ridere perché riesce a essere contemporaneamente perfettamente coerente con il comportamento di un gatto e completamente delirante dal punto di vista umano. Miso tiene persino il conto dei giorni della propria "prigionia", già convinto che la condanna all'ergastolo fosse stata stabilita fin dall'inizio, e i suoi carcerieri sono "la femmina stupida" e "il maschio stronzo".
Il fatto che Devy sia convinta che Miso le voglia bene mentre lui probabilmente la considera soltanto la più facilmente manipolabile è, sinceramente, una delle cose più divertenti del libro. Ma Wes non se la passa meglio. Un uomo adulto, medico, laureato a Princeton, specializzando in chirurgia con i New York Rangers, crede davvero che Miso non si accorga di quando pesa i suoi croccantini.
Miso, un gatto, che probabilmente percepisce l'apertura di una bustina da tre stanze di distanza, e Wes è convinto di riuscire a fregarlo.
Dottor Rowan, con tutto il rispetto: il gatto sa. 
È praticamente l'unico personaggio che affronta l'intera vicenda con un obiettivo chiaro, e il fatto che alla fine gli venga concesso un intero capitolo dal suo punto di vista è stata una scelta che ho adorato perché non solo chiude perfettamente il cerchio, ma ci permette finalmente di capire cosa stesse pensando quel gatto per tutto il tempo.
E la risposta è: nulla di buono.
Quindi sì, Miso merita una menzione speciale perché è una presenza costante, perché influenza la quotidianità di Devy e Wes, perché diventa parte della loro dinamica e perché, senza volerlo, contribuisce persino a tenerli legati.

Ma torniamo ai due protagonisti, quelli umani, stavolta.
Il rapporto tra Devy e Wes è una delle cose che ho amato di più di questo libro. Loro non parlano, si provocano, è diverso. Ogni conversazione sembra diventare una gara a chi riuscirà a rispondere in maniera più assurda o più tagliente o più piccata, o sfacciata, folle, insomma la questione è questa. Wes, che parte convinto di essere l'adulto razionale della situazione, si ritrova progressivamente a perdere qualsiasi capacità di mantenere la calma quando c'è lei nei paraggi, questo perché Devy ha un talento particolare nel prendere qualunque situazione e renderla almeno il 70% più complicata di quanto fosse cinque minuti prima, e lui ha un talento altrettanto particolare nel cercare di mantenere la razionalità mentre lei gli manda completamente in tilt il sistema operativo.
Il dettaglio degli scacchi, poi, è probabilmente una delle cose che ho adorato di più, perché Wes si è laureato a Princeton, sa giocare a scacchi, è intelligente ed è strategico. E Devy lo straccia, ogni santa volta. Io non so cosa sia più divertente: il fatto che lei continui a batterlo oppure il fatto che lui continui imperterrito a giocare, evidentemente convinto che prima o poi la situazione si invertirà.
Wes, amore mio, hai studiato a Princeton, hai un'intera carriera costruita sulla precisione e sulla capacità di prendere decisioni sotto pressione, ma la tua vicina di casa ti sta umiliando a scacchi con una regolarità quasi scientifica.
Forse il problema non è la tua corteccia prefrontale.
Perché a un certo punto, mentre è alle prese con Devy, Wes arriva alla conclusione più logica possibile:

"Sto pensando alla mia corteccia prefrontale [...] ed evidentemente la mia è andata a farsi fottere."

E io penso che questa frase possa tranquillamente essere stampata sulla prima pagina del manuale "Cosa succede quando un uomo estremamente razionale si innamora della persona meno razionale che potesse incontrare".
Perché questo è Wes. Poi arriva una Devy e la corteccia prefrontale va in ferie.
E la cosa ancora più divertente è che Devy non sembra nemmeno farlo apposta, lei è semplicemente fatta così. È caotica, imprevedibile, sarcastica, esagerata, brillante e assolutamente incapace di essere una persona normale per più di cinque minuti consecutivi, edd è proprio questo che la rende perfetta per Wes perché, dietro la rigidità e il controllo, lui ha bisogno di qualcuno che gli ricordi che non tutto può essere programmato, che non tutto può essere previsto, e che forse non è la fine del mondo. È questo il bello del rapporto tra Devy e Wes: la loro ironia non è semplicemente decorativa, è parte integrante del modo in cui si conoscono. Il sarcasmo diventa una forma di intimità, le battute diventano un modo per abbassare le difese, le provocazioni diventano una scusa per restare un altro minuto insieme, e lentamente, quasi senza che se ne accorgano, il loro rapporto cambia. All'inizio sono soltanto due vicini, poi diventano due persone che si conoscono, poi due persone che si cercano, poi due persone che iniziano a preoccuparsi l'una dell'altra e quando finalmente si rendono conto di cosa sta succedendo, è già troppo tardi. Perché Wes può anche continuare a ripetersi che Devy è troppo giovane, che il divorzio non è ancora concluso, che la situazione è complicata e che dovrebbe mantenere le distanze, ma il problema è che Devy è già entrata nella sua vita. E Wes, che passa buona parte del libro cercando di mantenere tutto sotto controllo, scopre lentamente che alcune cose non vogliono essere controllate.
Soprattutto l'amore.
Wes non si innamora soltanto della versione divertente e caotica di Devy, s
i innamora anche di quella che si nasconde, della ragazza che da sei anni tiene il mondo fuori dalla propria porta, della figlia di Allyson Thorne che non vuole essere definita dal cognome della madre, della ragazza che ha imparato a cambiare aspetto, capelli e identità pur di non essere riconosciuta, della persona che, dietro tutte quelle personalità, ha semplicemente bisogno di trovare qualcuno davanti al quale poter essere se stessa. E Devy, a sua volta, scopre che dietro il controllo quasi esasperante di Wes esiste un uomo che ha paure, responsabilità e ferite che non mostra facilmente.
Ed è qui che la loro storia smette di essere soltanto divertente, diventa bella, perché sotto il sarcasmo, sotto le battute, sotto i battibecchi e sotto la quantità industriale di situazioni assurde, c'è una relazione che cresce lentamente. Una relazione che non cancella le loro differenze, ma le valorizza. Lei non deve diventare più ordinata per stare con Wes e lui non deve smettere di essere metodico per stare con Devy. Si incontrano nel mezzo e, soprattutto, imparano a lasciarsi entrare nella vita dell'altro.

Poi ci sono le famiglie, e qui devo necessariamente parlare dei Rowan, perché loro sono LA famiglia. Wyatt, Cole, Anthony, Nadine ed Elliot sono quel tipo di famiglia che ti fa venire voglia di trasferirti a casa loro e pretendere di essere adottata. I Rowan rappresentano esattamente quel tipo di famiglia che riesce a essere presente senza soffocare — o quasi, dannati gruppi chat! — , affettuosa senza diventare stucchevole e assolutamente irresistibile da leggere.
Poi abbiamo Hazel, la migliore amica di Devy, la persona che evidentemente ha deciso che ogni situazione può essere affrontata con una sfuriata e che, onestamente, spesso ha pure ragione; il club delle nonne del gomitolo o, come le chiama Wes, le "Vedove Allegre", che non sapevo di volere in un romance e che adesso considero praticamente indispensabile; Cyrus, con le sue caramelle al miele. E ancora Cybil, Wan, Lucas, gli universitari del quarto piano e tutte quelle persone che fanno il loro ingresso nella storia man mano e che ne diventano parte importante. 
E non dimentichiamo, ovviamente, Miso. 
Perché se c'è una cosa che non sapevo di volere da questo libro era sapere cosa passasse per la testa di un gatto, ma adesso che l'ho avuto, non accetto più un romance senza almeno un animale domestico con una propria voce narrante.

Alla fine, Falling è un libro che riesce a fare una cosa che non è affatto semplice: essere divertente senza perdere la profondità.
Fa ridere, ranto. Fa esasperare, anche parecchio. Fa affezionare ai personaggi e poi, quando meno te lo aspetti, ti ricorda che dietro quelle battute c'è qualcosa di molto più serio. Ci sono due persone che hanno passato anni a proteggersi dal mondo e che finiscono per trovare l'una nell'altra qualcuno davanti al quale abbassare finalmente la guardia.
Devy, che voleva vivere nascosta, trova qualcuno che la vede davvero. Wes, che voleva tenere tutto sotto controllo, trova qualcuno che gli dimostra che non è necessario avere sempre una risposta.
E forse è proprio questo il punto della loro storia, non che gli opposti si attraggano, ma che, a volte, la persona capace di sconvolgere completamente il tuo equilibrio sia esattamente quella di cui sembravi aver meno bisogno. Quella che alla fine, hai definito "un problema", ed era veramente soltanto un inconveniente.
Un inconveniente piuttosto permanente, a quanto pare.

In conclusione:
Voto per Miso: 10/10.
Voto per il club delle nonne del gomitolo: 10/10.
Voto per i Rowan: voglio essere adottata.
Voto per Hazel: le sfuriate erano necessarie.
Voto per Devy: quattordici personalità, zero intenzione di scegliere una preferita.
Voto per Wes: dottore, il controllo è sopravvalutato.
Voto per loro due insieme: assolutamente sì.
E voto complessivo per Falling? Un romance che parte da un pianerottolo, passa per un numero imbarazzante di pacchi Amazon, un gatto che evidentemente ha più potere decisionale degli esseri umani, un medico dei New York Rangers, un divorzio, una famiglia meravigliosa, una madre hollywoodiana decisamente problematica, sarcasmo a livelli olimpici e una protagonista che cambia capelli più spesso di quanto io cambi idea. E, stranamente, alla fine tutto torna. Perché forse alcune persone non entrano nella nostra vita per sconvolgerla, entrano per ribaltarla completamente, e poi restano.

I Tropes di "Falling":

✨ Forced Proximity
✨ Age Gap
✨ Opposites Attracts

A chi è consigliato?
Falling è consigliato a chi cerca un romance capace di far ridere tanto quanto far innamorare, perfetto per chi ama le coppie molto diverse tra loro, consigliato a chi ama le storie in cui il sentimento cresce gradualmente, attraverso la quotidianità, le piccole attenzioni e una presenza che diventa indispensabile quasi senza rendersene conto. A chi ama le famiglie numerose e ben costruite, a chi ama le protagoniste imperfette, eccentriche e decisamente poco intenzionate a comportarsi come ci si aspetterebbe da loro, a chi ama i protagonisti maschili apparentemente tutti d'un pezzo, ma che davanti alla persona giusta scoprono che il proprio autocontrollo ha dei limiti. 

Perché leggerlo?
Perché Falling riesce a essere una storia d'amore senza prendersi troppo sul serio, perché ti fa ridere nei momenti in cui non te lo aspetti e, subito dopo, riesce a ricordarti che dietro quelle battute ci sono due persone che hanno parecchie cose da affrontare. Per affezionarsi a personaggi secondari che finiscono per conquistare uno spazio tutto loro, perché il sarcasmo è praticamente una lingua ufficiale del romanzo. E perché, da qualche parte a SoHo, un gatto nero sta probabilmente ancora fissando un muro e fantasticando su un mondo senza esseri umani.
E, francamente, dopo averlo conosciuto, viene quasi voglia di dargli ragione.

Testo e immagini a cura di Alya

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