Ruthless Empire, Rina Kent

Pubblicato il 22 maggio 2026 alle ore 19:39

"Ricordo bene l'oscurità. Non è solo vedere il colore nero. È respirare la propria aria e pensare di soffocare. È congelare fino a non sentirsi più la faccia o le dita dei piedi. L'oscurità non è  solo una sensazione. È una fase dell'essere."

Ci siamo, è arrivato il momento. La mia relazione con Rina Kent chiaramente non è finita, anzi, è praticamente solo all'inizio, ma con questa recensione metto un punto alla Royal Elite. Per la prima volta sono un po' in difficoltà. Non dico che non mi sia piaciuto, ma devo ammettere che forse avevo aspettative un tantino troppo alte, che sono state leggermente deluse.

Ciò che amo di Rina Kent è la sua capacità di convincerti di aver capito, di essere arrivata alla verità, per poi piazzarti davanti ad un plot twist che stravolge tutte le tue certezze. E ho amato l'aspetto mistery in ogni suo libro che ho letto. Le bugie, i segreti, i legami, gli avvenimenti che portano alla verità, ma solo alla fine del viaggio. Non prima. E questa è una cosa che apprezzo particolarmente, perché odio scoprire le cose troppo presto. Quello che purtroppo non mi fa impazzire è lo spicy. Di base, la sua presenza o assenza non influisce sul mio indice di gradimento — amo lo spicy spinto, estremo, ma ho amato anche libri in cui era solo appena accennato. Però, quando c'è e, soprattutto, ce n'è tanto come nei suoi libri, ho bisogno che sia scritto in un certo modo. Che poi, non so spiegare con esattezza come sia lo spicy che mi piace. So solo che spesso ho trovato espressioni o intere scene abbastanza cringe. E questo, anche se non ha compromesso del tutto la lettura e il mio apprezzamento, ha giustamente influito. 

Parlando di Ruthless Empire, nello specifico, posso dire che mi è piaciuto, ma non come mi aspettavo. Se per la storia di Xander e Kim ero partita con poche aspettative e poi mi ha completamente conquistata, devastandomi e poi rimettendo insieme i miei pezzi, con questo è successo un po' il contrario. Cole mi aveva attirata nella sua rete sin dal primo libro — infatti non vedevo l'ora di arrivare a questo— con quel suo essere silenzioso ma letale, un calcolatore, un osservatore sempre attento in maniera maniacale per poter colpire poi spietatamente chi non gli dà quello che vuole, ma mi è mancato qualcosa. Pensavo che avrebbe sbaragliato tutta la concorrenza, piazzandosi al primo posto nella mia classifica, ma così non è stato.

Ad un certo punto mi stavo anche annoiando, poi per fortuna la maestra ha sfornato uno dei suoi plot twist da capogiro, risollevando la situazione e riconquistandosi la mia totale attenzione.

C'è stato qualcosa in questo libro che non mi ha convinta. A partire da alcun situazioni su cui, personalmente, avrei preferito un maggiore approfondimento. C'è stata una dinamica, in particolare, che non ho capito e che non mi è piaciuta, ma non riguarda la coppia principale. In ogni caso, sono scelte dell'autrice, quindi ok, ce le facciamo andar bene. La pecca principale, come ho già detto, è lo spicy. Non so se qualcuno è d'accordo con me o se vado contro corrente, ma io non riesco a non storcere il naso e a non trovare cringe alcune espressioni o parole utilizzate. Magari la scena in sé mi sta anche piacendo, sebbene non mi senta spesso davvero coinvolta, ma anche quando succede, poi viene piazzata quella frase che mi rovina completamente l'esperienza. Quindi, non dico che questo aspetto stravolga completamente il mio pensiero e il mio gradimento della storia  — perché comunque ci sono tante cose nei libri di Rina Kent in generale che apprezzo molto — ma sicuramente incide, considerando che lo spicy occupa una parte importante.

"Sono così ossessionato da te che non riesco a respirare finché non ti vedo." 

Cole. Che dire di lui? Sicuramente è un personaggio interessante, che sa come attirare l'attenzione e come tenerti sulle spine. Lo odi e lo ami. Non puoi scegliere. I sentimenti nei suoi confronti sono altalenanti. Passi dall'essere intrigata dalla sua personalità, dalla sua mente contorta, all'odiarlo per certi suoi atteggiamenti, per quello che fa o che non fa in determinate situazioni, allo scioglierti per lui quando se ne esce con frasi tipo quella che ho citato o per alcuni gesti a cui si abbandona, anche se molto raramente. Mi è piaciuto, ovviamente, approfondire la sua oscurità, la sua ossessione, il suo passato, la sua personalità, il suo legame con Silver, anche se non nego che avrei voluto ancora di piùQuello che ho avuto da questo libro non è stato sufficiente per appagarmi in maniera completa e totalizzante, come mi aspettavo da un personaggio come Cole.

Silver. Lei non mi è mai piaciuta. Nei libri precedenti non la tolleravo proprio. Qui, conoscendola meglio, scoprendo ciò che nasconde, forse sono riuscita un po' a capirla e a sopportarla, ma comunque non mi piace. È l'unico personaggio di Rina Kent che fino ad ora proprio non mi è piaciuto. Chiaramente ho le mie preferenze, ma tutti hanno avuto uno o più aspetti che ho apprezzato, tranne lei. Non sono riuscita a superare l'antipatia che mi ha spinta a sviluppare nei suoi confronti, anche se ho compreso le motivazioni di alcuni suoi comportamenti.

Dico solo due parole: il Giocattolaio. Geniale. Non so se sono stata io a non cogliere i segnali o se effettivamente è Rina Kent ad essere davvero brava, ma per quanto mi riguarda è la cosa che ho amato di più dell'intera storia. Mi ha intrigata e mi ha mandata in crisi perché, se da un lato pensavo di aver capito chi fosse, dall'altro mi sembrava una scelta troppo scontata. Quindi cercavo di ricordare, di riflettere, di collegare i puntini per capire chi altro potesse essere. Ma non sono mai arrivata alla conclusione giusta. Ed è stata una vera sorpresa, quando poi la Kent ha deciso di sganciare la bomba.

Belli anche gli epiloghi, il secondo in modo particolare mi ha lasciata con un sorriso e un ricordo piacevole di questa storia e di questa serie in generale.

Rina Kent ci ha accompagnati in questo lungo viaggio che è la Royal Elite Series, concedendoci di immergerci a trecentosessanta gradi nelle menti deviate di questi personaggi complessi, disturbati, accomunati da un passato che, seppur può non essere caratterizzato dalle stesse esperienze, è sempre doloroso e segna inevitabilmente il loro modo di essere, di sentire, di agire. Non si cercano giustificazioni ai loro comportamenti folli e crudeli, né si vuole glorificare qualcosa.

È più una lenta discesa verso l'inferno, uno sprofondare nelle fiamme più feroci, per poi lentamente risalire. No, i personaggi non vengono snaturati solo perché sono innamorati e hanno una famiglia, ma provano a tirare fuori il meglio di sé. Si evolvono, crescono e cambiano le loro priorità, in parte anche i loro atteggiamenti, ma restano comunque fedeli a se stessi. 

Dopo i libri dedicati alle storie delle varie coppie, l'autrice chiude il cerchio con una raccolta di novelle, in cui seleziona alcuni momenti importanti per ciascuna coppia. Poteva essere una bella idea, ma non mi ha entusiasmata particolarmente per com'è stata sviluppata. Ci sono state troppe scene interamente ripetute, già lette negli epiloghi dei volumi precedenti. E, tranne forse un paio di capitoletti che ho apprezzato davvero, perché a mio parere hanno leggermente approfondito alcune cose che erano state chiuse un po' troppo sbrigativamente, mi sento di dire che nel complesso non ha aggiunto assolutamente nulla a quello che avevamo già. Insomma, era evitabile. Sarebbe bastato inglobare quelle poche scene nuove negli epiloghi delle singole storie o, semplicemente, evitare di ripetere quelle già note e realizzare una novellina più corta solo per chiudere il cerchio e avere uno scorcio delle loro vite dopo, di quello che ancora non sapevamo.

La cosa bella è stata sicuramente vedere felici e ancora tutti insieme, a distanza di anni e anni, questi ragazzi incasinati e folli, uniti da un legame incapace di spezzarsi, realizzati e con le loro famiglie.

"Tutti noi abbiamo fatto molta strada, ma in momenti come questo sembra che il tempo si possa fermare, che possiamo restare giovani per sempre."

Testo e immagini a cura di Gio

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