"È forse questa, la felicità che ognuno di noi meriterebbe di provare, dopo un passato colmo di tormenti, sofferenze e violenza?"
La Brotherly Bond's Saga, come suggerisce il nome, è una saga che racconta vicende che vedono protagonisti i cinque fratelli O'Connell: Kai, June, Xavier, Yacob e William (messi in ordine di lettura). Ogni volume è autoconclusivo e si concentra su uno dei fratelli, ad eccezione del quarto che ne vede protagonisti ben due, ma il legame che li unisce è il filo conduttore, quindi il mio consiglio è di seguire l'ordine.
Le autrici sono Sara e Denise Spagnolo, due sorelle unite non soltanto dal legame di sangue e dall'affetto profondo che nutrono l'una per l'altra, ma anche dalla passione per la lettura e la scrittura. I volumi sono quattro in totale: La mia tonalità romantica, L'errore che mi riporta a te, La somma dei miei sbagli e L'arte del dramma. Il primo e il terzo nascono dalla penna di Denise, mentre il secondo e il quarto dalla penna di Sara.
Le mie adorate sorelle Spagnolo — conosciute come autrici, grazie a delle collaborazioni che mi hanno proposto, ma diventate poi mie care amiche — sanno bene quanto io ami leggere di legami così profondi e unici tra fratelli e l'amore che unisce questi ragazzi è ciò che ho amato sopra ogni cosa, al di là delle varie coppie e di tutto quello che ho potuto apprezzare in ogni singola storia. In modo particolare mi ha sciolto il cuore il rapporto tra June e Xavier e quello tra Yacob e William. La dedizione, la cura, la lealtà, il costante sostegno, la capacità di darsi una bella strigliata a vicenda quando è necessario, il bisogno di mettere la felicità dell'altro al primo posto anche a costo di ledere la propria. Sono molto sensibile davanti a queste cose. Soprattutto perché l'amore, in ogni sua forma, non è mai scontato, ma è la cosa più bella al mondo. Dopo questa breve introduzione, scendiamo più nel dettaglio dei singoli libri.
|| La mia tonalità romantica.
Può un singolo sguardo stravolgere completamente la vita di una persona? Se chiedeste a Kai O'Connell vi direbbe di sì, perché in una calda sera estiva, proprio lui, ha incrociato per un attimo lo sguardo di una ragazza bellissima, che brillava di luce propria nel buio della notte, e non è più riuscito a dimenticarla. Quello sguardo ha cambiato per sempre qualcosa dentro di lui, spingendolo verso una ricerca che sembrava non condurre ai risultati sperati, fino a quando, poi, il destino ha fatto la sua parte. Kai è un personaggio per cui ho provato sentimenti contrastanti. Non ho apprezzato il suo comportamento per buona parte del libro perché, per quanto io abbia capito il motivo per cui si ostinava a comportarsi in un certo modo, senza mai fare la cosa giusta, non riesco proprio a giustificare e perdonare quello che lui ha fatto. Ma devo ammettere che successivamente si è ripreso, dimostrando di essere davvero intenzionato ad impegnarsi per diventare una persona migliore. La cosa che ho apprezzato di più è stata l'evidente crescita interiore di questo personaggio che, anche se per un bel po' non è stato il massimo della correttezza, alla fine ha dimostrato di saper amare in un modo unico e totalizzante.
Faline Silver è una ragazza con un grande cuore, che ha rinunciato alla sua passione e al suo sogno per amore. Un amore che, però, le ha fatto tutto tranne che bene. Che ha rappresentato per lei soltanto restrizioni, dolore e tanta tristezza. Che l'ha spezzata, provocandole ferite tanto profonde, ma che le ha anche dato la forza di lasciarsi tutto alle spalle, riprendere in mano la sua vita e provare a realizzare quei sogni che aveva messo in pausa per un amore sbagliato. Avrei tanto voluto stringerla forte a me e prendermi il suo dolore, perché ne ha subito tanto. Alla fine, però, è riuscita ad ottenere tutto ciò che meritava e questo mi ha lasciato una sensazione di sollievo nel cuore.
Kai non è il prototipo di personaggio che solitamente amo nei libri. A parte quel "problema" iniziale, è estremamente dolce (cosa che nella realtà forse non mi dispiacerebbe poi tanto, ma nei libri cado sempre in ginocchio per gli stronzi problematici), forse un po' troppo per i miei gusti, ma sono riuscita ad apprezzarlo per il modo in cui è riuscito a cambiare e perché, diciamocelo, quanto è difficile trovare un uomo che ami come lui ama Faline?
La scrittura di Denise è semplice e scorrevole e, anche se non è propriamente il mio genere, la storia mi è arrivata e ci sono state scene che mi hanno fatto soffrire e altre che mi hanno strappato un sorriso, perché Denise ci mostra due facce della stessa medaglia: l'amore tossico, che ferisce, che distrugge e l'amore sano, che rimargina le ferite, scalda il cuore e rende felici.
||L'errore che mi riporta a te.
Questo libro mi ha lasciata in un limbo di confusione tra emozioni contrastanti con cui non sono mai riuscita a scendere a patti. Ho amato ogni pagina, tanto da finirlo in meno di ventiquattr'ore e solo perché c'è stata la notte di mezzo, altrimenti lo avrei finito anche prima, perché mi era fisicamente e mentalmente impossibile staccarmi dal Kindle. Ho sempre creduto nelle capacità di Sara, ancor prima di diventare amiche, quando era "semplicemente" un'autrice con cui avevo iniziato a collaborare ma, in tutta sincerità, non pensavo che questa storia potesse piacermi così tanto. Invece è successo.
Grayson e June mi hanno travolta completamente, lasciandomi costantemente in bilico tra il desiderio di prenderli a schiaffi — Grayson soprattutto — e la voglia di vivermi il loro amore, nonostante tutto. Ho parlato di "confusione" proprio perché mi hanno fatto provare troppi sentimenti contrastanti e ancora oggi non riesco a comprendere appieno cosa io provi nei loro confronti. Un continuo oscillare tra odio e amore. Di solito non ci sono vie di mezzo, o è bianco o è nero, punto. Questa volta non è stato così. Ho odiato Grayson e desiderato di spaccargli la faccia a suon di pugni, in più di un'occasione, per via delle sue scelte più che discutibili e per le sue bugie, ma il mio cuore si è anche riempito di crepe per via di ciò che ha sofferto per colpa di chi avrebbe dovuto amarlo incondizionatamente. E, nonostante io lo abbia riempito di parolacce, più che meritate se chiedete a me, non ho potuto evitare di provare gioia per il suo lieto fine. Anche June mi ha dato del filo da torcere perché, sebbene all'inizio non fosse colpevole e io abbia provato empatia per lei, successivamente non è stata proprio un esempio di moralità e, soprattutto, di lealtà. Avrei voluto che fosse più sincera, che riuscisse ad andare oltre i suoi sentimenti per non tradire quel legame per lei importante, però mi rendo conto di quanto possa essere difficile reprimere se stessi e ciò che si prova, anche se l'alternativa è ferire qualcuno a cui si vuole bene.
Non sono personaggi esemplari, li ho odiati, ma allo stesso tempo è stato impossibile non farmi travolgere dalla potenza del loro amore. Tra i miei momenti preferiti ci sono quelli tra June e Xavier. Ho amato il loro legame indissolubile, la profondità del loro amore fraterno e il modo in cui si bilanciano, in una sorta di equilibrio perfetto tra la personalità più esuberante e istintiva di June e quella più riflessiva e matura di Xavier. June, cara, che ne dici di condividere il tuo caro fratello? Il mio momento preferito in assoluto, però, è stato un altro, che si trova alla fine dell'epilogo e, rullo di tamburi, non vede protagonisti i due innamorati. È stato un minuscolo frammento di tempo che ha fatto vibrare le corde più profonde della mia anima e del mio cuore e, se fino a quel momento ero riuscita ad affrontare questo libro quasi senza lacrime, in quel punto le dighe si sono rotte.
Voglio spendere due paroline anche per Amy, la povera vittima di questa storia. Ingannata, tradita dalle persone che più amava e, come se non bastasse già questo, punita dalla vita con una sofferenza ancora più grande, per via della sua impossibilità di realizzare il suo desiderio di una vita. Ho sentito la sua sofferenza sulla mia pelle e avrei così tanto voluto abbracciarla e dirle che sarebbe andato tutto bene. Alla fine, però, una piccola scintilla di speranza si è accesa anche per lei e questo mi ha resa felice più di quanto avrei mai potuto immaginare, considerando che si tratta di un personaggio secondario. Will, sei apparso per la durata di un battito di ciglia e in così poco ti sei preso tutto, rubando la scena a tutti gli altri e un pezzetto del mio cuore.
La scrittura è semplice e scorrevole, capace di coinvolgere e permette di immergersi pienamente nella storia, che si snoda su due linee temporali, alternando il presente a ciò che è successo tre anni prima, nel momento in cui tutto è iniziato. È facile lasciarsi sopraffare dalle emozioni che, come ho detto, sono contrastanti. Quindi, tranquilli, se vi verrà voglia di spaccare tutto e poi, subito dopo, vi ritroverete a sorridere con il cuore che scoppia, è tutto normale. Grayson e June mi hanno insegnato che non tutto è per forza bianco o nero, ma che nel mezzo ci sono tante sfumature di grigio seguite poi anche dai colori. Entrambi hanno sbagliato, fatto scelte discutibili, ma alla fine sono umani. È impossibile giustificare le loro azioni, le bugie di Grayson, il tradimento di June, ma alla fine sono solo umani e si sa che al cuore non si comanda. La si può considerare una frase fatta, ma secondo me ha comunque un fondo di verità. Non sono mai stata davvero innamorata nella mia vita, ma immagino che sia difficile, se non impossibile, ignorare e soffocare i propri sentimenti, anche se questo significa fare qualche errore e ferire gli altri. Sicuramente entrambi avrebbero potuto agire diversamente e non riesco a giustificarli né a perdonarli completamente ma , in fin dei conti, chi di noi può dire di aver avuto sempre un comportamento impeccabile e di non aver mai danneggiato qualcuno con azioni o parole?
||La somma dei miei sbagli.
Parto con il dire le mie tre cose preferite di questo libro: gli Smarties (chi ha letto sa); il finale diverso e inaspettato che mi è piaciuto davvero tanto e... rullo di tamburi... Xavier O'Connell. Avevamo dubbi? Assolutamente no. I fratelli O'Connell sono tanta roba, ma Xavier è Xavier. Già lo avevo amato nei libri precedenti, in particolare per il suo rapporto speciale con sua sorella June (mi faceva sciogliere ogni volta, letteralmente il fratello che ho sempre desiderato di avere) e qui, beh... l'amore non è stato solo per Xavier in versione fratello, ma... per l'uomo che è, in tutto e per tutto. Amante passionale, fratello amorevole, uomo dalle mille risorse e sfaccettature. Bello, intelligente, in gamba, con quel pizzico di stronzaggine che non fa mai male. Un uomo che si diverte, che non cerca niente di serio, solo perché non ha mai trovato la donna capace di riempire la sua pelle di brividi e il suo cuore di emozioni pure. Anche se proprio quella donna ha sempre vissuto sotto il suo naso, a un passo da lui o... come dire... a uno scoop in prima pagina da lui, su di lui. Perche sì, Sadie Marshall è una carismatica giornalista e, dal suo atteggiamento, si potrebbe dire che Viper non è solo il nome del giornale in cui lavora. La sua lingua è tagliente, affilata e lo sono anche i suoi articoli, soprattutto quelli su Xavier... il rampollo di New York, lo stilista impeccabile, l'uomo perfetto, che per lei è solo un bastardo da distruggere.
Ed è guerra! Una guerra che dura cinque anni. Un susseguirsi di colpi sganciati come proiettili. Sadie lo accusa di qualcosa che lui non comprende e che lo porta ad interrogarsi costantemente. Com'è possibile che lei ce l'abbia così tanto con lui, se non le ha fatto nessun torto? È questa la domanda che si pone Xavier. Eppure il motivo c'è. Sadie non è una pazza che spara accuse senza fondamento. Ha le sue ragioni. Solo che, dopo anni passati a programmare, a colpi di articoli scandalistici, la distruzione dell'uomo che ritiene responsabile della sua sofferenza, entrambi vengono a conoscenza di una realtà rimasta nascosta per venti lunghissimi anni. Una verità che cambierà ogni cosa, portando Sadie e deporre l'ascia di guerra e permettendo a Xavier di ricordare, a piccoli passi e ad entrambi di riscoprirsi e capire che l'amicizia che li aveva legati da bambini, ora che sono adulti sta prendendo una piega decisamente diversa.
La dolcezza, la premura, l'attenzione di Xavier nei confronti di Sadie mi hanno scaldato il cuore e la sua dolcezza non mi ha disturbato come accade spesso quando i personaggi sono troppo dolci — ragazz* non ci posso far nulla, la mia anima è dark e nei libri (solo nei libri) mi piacciono gli stronzi fatti e finiti e psicopatici, perché amo scendere in profondità nelle menti più contorte e osservare il lato oscuro dell'essere umano (non a caso mi ha colpito da morire il capitolo extra, chi sa sa). Il suo voler ripercorrere il passato, nella speranza di far riapparire i suoi ricordi legati a lei, i gesti fatti nei suoi confronti, la sua presenza e la sua pazienza sono solo cose da apprezzare. Xavier è il fidanzato perfetto, la persona che tutti dovrebbero avere al proprio fianco nella vita.
Parliamo del finale? Senza fare spoiler, chiaramente, dico che sono arrivata a quel punto a bocca aperta, perché non è stato affatto scontato, considerando l'andamento della storia. Ebbene, sì, la nostra cara Denise con questo epilogo è riuscita, per la prima volta, a stupirmi davvero — al punto che a distanza di mesi ho ancora quella scena stampata in testa. Non so voi (mi riferisco a chi lo ha letto), ma io personalmente non me lo aspettavo proprio, anche se conosciamo bene il personaggio in questione, e sono rimasta per molti secondi con un sorrisetto stupito e bastardo stampato sulla faccia, come quello dell'artefice di tutto e della nostra viperella preferita.
||L'arte del dramma.
Sara, ma quanto li hai fatti penare sti poveretti? "Ho dato del filo da torcere a tutti", mi hai detto quando ho iniziato a leggere, ma non pensavo così tanto. Però, ecco, lo sai: più è difficile, più si soffre, più mi piace. Quindi direi che è super approvato e sì, è decisamente degno del nome che porta.
Da dove parto? Ruth. Voglio partire da lei. Questa donna forte, esuberante, determinata. Una ragazza cresciuta nella violenza e nella totale assenza di amore, a causa di un padre bastardo che non ha un briciolo di ciò che dovrebbe avere un uomo per essere definito uomo e padre. Una donna che ha preso decisioni discutibili, ma che va capita. Perché Ruth aveva solo bisogno di quell'amore che le era sempre stato negato. E forse lo ha cercato nell'uomo sbagliato, ma penso anche che le sue scelte fossero inconsciamente influenzate da quello che ha sempre avuto, da quello che invece le è mancato e anche da ciò che era abituata a considerare normale in un certo senso, anche se non lo era affatto. E lei si è ritrovata ad uscire da una prigione, solo per rinchiudersi in un'altra. Si è sentita costantemente rifiutata, messa da parte, del tutto invisibile per l'uomo che amava e ogni suo tentativo di salvare il salvabile non faceva altro che peggiorare le cose. Così, anno dopo anno, giorno dopo giorno, quella luce nei suoi occhi si spegneva sempre di più, fino a quando non è arrivato qualcuno in grado di riaccenderla e di darle le attenzioni che ogni donna merita in una relazione d'amore.
Will. Lui, nonostante quello che ha passato, è pura luce, amore. Un uomo dolce, gentile, che ama con tutto il cuore, mosso da sani principi, come la lealtà verso suo fratello, motivo per cui all'inizio cerca di mettere da parte quello che prova per Ruth. Lui è l'uomo che ogni donna meriterebbe nella sua vita. Quello che si prende cura di chi ama in mille modi diversi, con i gesti, con le parole, con la sua costante presenza. Dove Yacob era assenza, lui è presenza. Dove Yacob era freddezza, lui è calore.
Chiunque mi conosca sa che nei libri cado per i bad boys, più sono oscuri e tormentati, più mi attraggono, ma... oh Will, il mio Will... Io mi sono innamorata di lui già da una scena che lo coinvolgeva nel secondo volume. Con quell'apparizione di pochi secondi si è preso ogni cosa di me e in questo libro non ha fatto altro che darmi conferme su conferme. Non mi innamoro facilmente dei golden boys — anche se ultimamente sta capitando più spesso — ma lui è una delle mie eccezioni. Una figura così positiva, sana, equilibrata nonostante tutto quello che ha passato. Un ragazzo che vuole solo dare amore a tutti coloro che lo circondano. Un uomo che, nonostante sia stato spezzato, nonostante abbia perso molto, non ha mai lasciato che le cose brutte gli strappassero via la sua umanità. Anzi, è sempre stato la versione migliore di se stesso, portando anche gli altri a tirare fuori il meglio di sé. E io lo amo. Forte.
E ora veniamo a lui. A Yacob. Il personaggio più complesso e controverso di questo libro, oserei dire dell'intera saga. Quello che ogni volta che appariva nei volumi precedenti mi faceva prudere le mani dalla voglia di prenderlo a schiaffi (anche se la scena finale del terzo libro è stata epica principalmente grazie a lui.). Quello con cui non pensi di poter empatizzare, perché all'apparenza è solo l'ennesimo stronzo che tratta di merda le persone che invece cercano di amarlo. Ma non è così. Non proprio. Perché quando leggi i capitoli dal suo punto di vista ed entri nella sua mente, nel suo cuore, capisci che non è solo un mostro. Che lui, anche se apparentemente è un muro inscalfibile di cemento armato, prova sentimenti e ha paura come tutti gli esseri umani. Solo che non mostra nulla, tiene tutto dentro e trasforma quelle sue paure in atteggiamenti freddi e crudeli che feriscono come lame, molto influenzato anche dal suo lavoro e da ciò che è costretto a vedere continuamente. Non giustifico le sue mancanze, il modo in cui ha trattato Ruth, non potrei mai farlo. Ma mi sento di dire che lui non è solo quella persona. È anche il ragazzo che ama la madre e che le riserva piccoli gesti per vederla sorridere, fregandosene delle costanti prese in giro dei suoi fratelli sul suo essere "mammone". È anche il fratello che farebbe di tutto per la sua metà complementare, Will. Ed è anche l'uomo che, quando capisce che quella che era la sua donna ha trovato qualcuno che può ridarle la felicità che lui le ha tolto, si fa da parte e fa quello che serve per spingerli a stare insieme. Forse non è un personaggio buono, uno di quelli che riesce a redimersi completamente o che vuole cambiare, ma io non mi sento neanche di condannarlo del tutto. E, a modo suo, alla fine secondo me ci è riuscito un pochettino a redimersi, anche se solo in parte, dando la sua benedizione a Will e concedendogli di essere felice con Ruth. Questo non cancella tutto ciò che ha fatto o non ha fatto prima, ma quel gesto per me ha contato più di qualcosa. E posso dire che mi sarebbe piaciuto avere qualche capitolo in più dal suo punto di vista. La divisione dei capitoli è perfettamente equilibrata tra i tre protagonisti, ma non mi sarebbe dispiaciuto poter andare ancora un po' più a fondo nella sua psiche e avere più Yacob.
Penso che come capitolo conclusivo della saga sia perfetto, anche se ho dovuto ingoiare qualche boccone amaro e il sorriso che mi ha lasciato alla fine era comunque velato da una sottile malinconia. E sì, ho pianto. Pure tanto. Ma ho anche sorriso. Will mi ha riempito il cuore. E sono contenta anche per Ruth, che alla fine ha trovato ciò di cui aveva sempre avuto bisogno. Forse vivere certe situazioni, direttamente o indirettamente, mi ha insegnato a non giudicare troppo duramente e a non fermarmi solo alla superficie. Può far storcere il naso il comportamento di Ruth o il fatto che si sia innamorata del fratello di suo marito? Sì, lo capisco. Se traslo la situazione nella realtà, anche a me fa strano. Ma non riesco a fermarmi solo su quello. Perché, c'è molto altro sotto quel sottile strato superficiale, bisogna solo avere il coraggio di scavare, andare oltre e provare a mettersi nei suoi panni. E, fidatevi, ne vale la pena.
Testo e immagini a cura di Gio
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