After Midnight & Before Dawn, Valentina Ferraro

Pubblicato il 17 maggio 2026 alle ore 22:18

«Ho passato gli ultimi due anni convinta di volere al mio fianco un ragazzo come Nathan. L'ho aspettato, spiato di nascosto, idealizzato, sognato più volte di quello che riesco a ricordare, e va a finire che mi ritrovo con le gambe molli per il "villano" della storia.»

Che succede quando l’amore smette di essere soltanto un rifugio e diventa una guerra contro il dolore, contro il tempo e contro sé stessi?
Quando la persona che ti fa sentire vivo è anche quella che potrebbe distruggerti con più facilità di chiunque altro?
E soprattutto: quanto bisogna amare qualcuno per continuare a rincorrerlo anche mentre sta crollando?

After Midnight e Before Dawn di Valentina Ferraro non sono soltanto due sport romance ambientati nel mondo universitario dell’hockey.
Sono due romanzi che parlano di crescita, di rabbia, di abbandono e di amore nel suo significato più complicato: quello che non salva per magia, ma sceglie di restare anche quando tutto sembra sul punto di crollare.
Se After Midnight è il libro che ci apre le porte al mondo dei Black Bears, facendoci innamorare delle dinamiche della squadra e del rapporto esplosivo tra Jordan e Chase, Before Dawn è il romanzo che prende quelle stesse fondamenta e le mette alla prova nel modo più crudele possibile.
Perché se il primo volume aveva il sapore della scoperta, delle provocazioni e della tensione irresistibile tra due persone incapaci di ignorarsi, il secondo ha il sapore della perdita, dei vuoti, delle cadute così profonde da far paura.

E la cosa più bella — e devastante — di questa duologia è proprio questa: racconta non solo come ci si innamora, ma cosa succede quando amare qualcuno diventa tremendamente difficile.

After Midnight

«Prima di lei... non me lo ricordo nemmeno più com'ero, prima di lei.»

After Midnight è il tipo di romanzo che ti conquista lentamente, fino a farti rendere conto che ormai sei completamente dentro la storia.
All’inizio sembra quasi tutto un gioco di provocazioni: la giornalista che rovina il futuro dei Black Bears pubblicando uno scandalo, il giocatore scorbutico che la detesta, la convivenza forzata, i battibecchi continui.
Ma, pagina dopo pagina, Valentina trasforma quel caos in qualcosa di molto più profondo.

Jordan Alexander è una protagonista che lascia il segno fin dalle prime pagine.
Ha una lingua tagliente, un carattere ingestibile, la tendenza a usare l’ironia come scudo contro tutto e tutti, e un'unica certezza incrollabile: la verità. Determinata, impulsiva, orgogliosa, incapace di restare in silenzio davanti a ciò che pensa sia sbagliato. I suoi articoli per il giornale universitario diventano la causa del disastro che colpisce i Black Bears, e questo la trasforma automaticamente nel bersaglio dell’intera squadra. Soprattutto di Chase Williams.
E una delle citazioni che la rappresenta meglio è proprio questa:

«D’altronde, se il mondo intero continua a ripeterti che sei una stronza, a un certo punto devi fare i conti con la realtà.»

Jordan è convinta di sapere esattamente che tipo di ragazzo desidera accanto a sé.
Nathan rappresenta l’idea perfetta del golden boy: gentile, affascinante, carismatico, amato da tutti. È ciò che ogni ragazza sogna di avere al proprio fianco, l'idolo del campus e il sogno proibito di Jordan da sempre. Quando si ritrova a convivere con lui, lei crede di avere finalmente l'occasione che ha sempre desiderato. Ma anche se Nathan sembra avvicinarsi a lei, il loro rapporto rimane in superficie, incapace di toccare corde più profonde. Nonostante il ragazzo si dimostri pressoché perfetto, è proprio quella perfezione a far vacillare Jordan.
Il problema? Chase.
Perché se Nathan è il sole, Chase è la tempesta. Tutto ciò che lei dovrebbe evitare.
Eppure è impossibile non vedere il momento esatto in cui tutto cambia.

«Ho passato gli ultimi due anni convinta di volere al mio fianco un ragazzo come Nathan… e va a finire che mi ritrovo con le gambe molli per il ‘villano’ della storia.»

Chase è rabbia compressa sotto pelle. È rigido, controllato, intrattabile, uno di quei personaggi che sembrano aver costruito muri così alti da convincersi che nessuno riuscirà mai ad attraversarli davvero.
Non è semplicemente arrabbiato con Jordan per ciò che ha fatto ai Black Bears, non è solo che la considera la causa della rovina della squadra — e tra l'altro, non fa proprio niente per nasconderlo. È che lui è un ragazzo cresciuto trattenendo tutto, che ha trasformato il dolore in silenzio e il silenzio in distanza.
Ma sotto quella rabbia c’è una persona che non sa davvero come lasciarsi amare.

«È molto più del difensore sexy e misterioso, pericoloso e non particolarmente incline al dialogo.
Lui è...
un piccolo mondo fatto di tanti silenzi e grandi rivelazioni.»

Eppure Jordan entra nella sua vita esattamente come una crepa: improvvisa, fastidiosa, impossibile da ignorare.
La forza di questo romanzo sta tutta nella tensione emotiva che si crea tra loro. Non si tratta soltanto di attrazione: è il continuo scontrarsi di due caratteri troppo simili per convivere pacificamente e troppo coinvolti per riuscire a stare lontani.
Nessuno dei due vuole cedere terreno, si scontrano continuamente perché sono due persone incapaci di fare mezzo passo indietro, e nessuno dei due vuole mostrarsi vulnerabile, proprio per questo ogni piccolo momento di apertura diventa enorme.
La loro relazione non nasce in modo semplice e spontaneo, nasce fra discussioni, orgoglio e attrazione repressa.
I loro dialoghi sono fatti di scontri e sfide, ogni interazione è un campo di battaglia, ogni parola è un'arma e ogni sfida diventa il preludio di un'imminente catastrofe, eppure.. ogni loro sguardo nasconde qualcosa che nessuno dei due vuole ammettere.

«"La giornalista permalosa e il difensore intrattabile".
Dimmi un po’, dove finiscono per baciarsi due personaggi del genere nei film?»

Valentina costruisce il loro rapporto lentamente, lasciando che siano i dettagli a parlare: le occhiate trattenute troppo a lungo, le discussioni che nascondono emozioni molto più profonde, la gelosia che arriva ancora prima dell’ammissione dei sentimenti.
Non c’è niente di immediato nel loro amore, nessuna perfezione costruita artificialmente. Solo due persone piene di difetti che, senza rendersene conto, iniziano a diventare fondamentali l’una per l’altra.
Quella che inizia come una guerra fredda, si trasforma presto in un gioco pericoloso, perché Chase si avvicina a Jordan per motivi tutt'altro che nobili, ma è anche il primo a cedere, il primo a sentire che c'è qualcosa di più oltre al rancore che prova per quella bionda senza peli sulla lingua.
E la parte bella da leggere è il modo in cui Chase cambia senza nemmeno accorgersene. Perché se prima voleva distruggerla, così come lei aveva distrutto la loro possibilità di andare alle Frozen Four, dopo, Jordan diventa lentamente il centro di tutto.
La persona capace di disarmarlo nel modo più pericoloso possibile.

«Potrebbe distruggermi con una facilità disarmante.
Quando le ho concesso tutto questo potere?»

Ed è impossibile non innamorarsi di Chase proprio nei momenti in cui abbassa finalmente la guardia.
Quando smette di essere soltanto il ragazzo rabbioso e lascia intravedere tutta la vulnerabilità che cerca disperatamente di nascondere. 
Lei, invece, fa sempre più fatica a resistergli, scoprendo lati di lui che non credeva esistessero.

«Perché mentre Chase abbassava la guardia e mi
mostrava un lato di sé che ero convinta di non poter trovare nemmeno fra mille anni,
io mi sa che ho un po' perso la bussola.
O il buonsenso.
Sicuramente la testa.»

Un viaggio, permetterà loro di confrontarsi con la loro interiorità, con quelli che sono i loro sentimenti — e ciò che era iniziato come un piano di vendetta, diventa qualcosa di reale.
Chase rimarrà intrappolato nel sentimento che ha sempre cercato di negare, incapace di fare mezzo passo indietro, ma incapace di dire la verità sulla vera ragione per la quale si è avvicinato a lei.
Nathan, qui, che sia per salvaguardare l'amica o per pura vendetta, giocherà un ruolo fondamentale.
Eppure, basta una dichiarazione di Chase, per sistemare tutto.
E quella è una delle scene più belle dell’intero romanzo, perché racchiude perfettamente il loro rapporto: qualcosa nato quasi senza che lui stesso se ne rendesse conto.

«Ti sbagliavi. Ti sei sempre sbagliata.
Io ho perso la testa per te esattamente a mezzanotte e quarantacinque,
in una serata come questa: solo un po' più fredda,
con mezzo milione di stelle sopra le nostre teste
e i tuoi piedi gelati sui miei»

Tuttavia, se lui non è stato sincero fin dall'inizio, Jordan non è certamente da meno.
Il suo silenzio è una forma di tradimento per lui, tanto quanto l'inganno del ragazzo, e poiché la verità viene sempre a galla, la fiducia viene meno e il dolore diventa inevitabile. Perché i segreti e le manipolazioni rischiano di distruggere non solo il loro rapporto, ma ogni possibilità di riscatto per entrambi.
E quando la verità esplode, portando con sé tutte le conseguenze del caso, il romanzo spinge il lettore a porsi una domanda:
Può, l'amore, nascere da inganni e bugie?
Il percorso di Jordan e Chase è altalenante, intenso, fatto di alti e bassi, di ostacoli che sembrano insormontabili, ma che alla fine lasciano spazio a qualcosa di più grande, a un sentimento che si impone più di ogni altro.
Perché, nonostante tutto, c'è sempre una sola, ed incrollabile, certezza: che l'amore vince, sempre.
E la scena che più rappresenta il cuore della loro relazione è forse quella in cui Chase esplode completamente davanti a Jordan:

«Voglio che tu ti prenda i tuoi stramaledetti cinque minuti, Jordan!
P r e t e n d i l i, cazzo! Gioca sporco!
Inchiodami al letto, o su questo sgabello,
o sul maledetto divano e c o s t r i n g i m i
ad ascoltarti e a darti una fottuta seconda possibilità!
Incazzati perché ti ho fatto una promessa
e non l'ho mantenuta.
Dimostrami che ci tieni.
Dimostrami che ti dispiace sul serio!
Guardami in faccia e dimmi che ci sei dentro fino al collo. Che non vai da nessuna parte!»

Perché sotto tutta la rabbia, Chase non sta chiedendo altro che una cosa: di essere scelto, di essere amato abbastanza da convincerlo a restare.
Il loro rapporto evolve, per la durata del romanzo, in un crescendo di conflitti e attrazione, arrivano a comprendersi, a scegliersi davvero solo dopo aver affrontato le loro ombre, i loro errori e le loro paure.
Chase e Jordan sono due poli opposti, ma due facce della stessa medaglia, che si attraggono in un equilibrio precario tra odio e passione.

After Midnight è un romanzo che si divora, che fa sospirare, arrabbiare, sognare. Non è solo una storia d'amore, è una corsa fra desiderio, paura di fidarsi e forza di lasciarsi andare. È una storia che brucia, conquista e si cuce addosso.
E quando l'ultima pagina si chiude, rimane la sensazione di aver vissuto un viaggio intenso, travolgente e assolutamente indimenticabile.

Before Dawn

«Non doveva finire così.
Che razza di "per sempre" finisce così?»

Se After Midnight raccontava la nascita dell’amore tra Jordan e Chase, Before Dawn racconta cosa succede quando quel legame viene trascinato dentro il buio.
E questo libro fa male davvero.
Non è solo un romance, non è solo una storia di formazione, è una discesa all'inferno, un'ascesa verso la luce, dolore, guarigione, perdita, ritorno, cuore che si spezza e si ricompone. Forte, molto più forte.

In Before Dawn ritroviamo Chase Williams, stella dell'hockey, difensore intrattabile e capitano dei Black Bears, pronto finalmente a vedere coronati i sogni per la quale tanto ha faticato: l'NHL è a un passo, il futuro è delineato e Jordan Alexander, la ragazza che ama con tutto se stesso, è al suo fianco, pronta a seguirlo ovunque. 
È tutto perfetto. O, almeno, è quello che sembra, perché basta un errore, una decisione incauta, e tutto quello che ha sfuma davanti ai suoi occhi.
La differenza tra i due romanzi si percepisce immediatamente.
Chase non è più il ragazzo sarcastico e controllato del primo volume. Il dolore lo ha cambiato.

«Sembra più grande. Come se davanti a me non ci fosse più il ragazzo di ventidue anni dal sorriso dolce,
ma un uomo che sembra aver passato l'inferno,
forgiato dal dolore,
e che ne è uscito a stento.»

Il ritorno del padre di Chase rappresenta il punto di rottura definitivo.
Aiden McGuire è l'antagonista che non si manifesta con violenza fisica o minacce, ma con un veleno sottile, instillato attraverso le parole, le false promesse, l'apparente redenzione. È la personificazione del tradimento familiare e del bisogno irrisolto, perché Chase vuole credere che forse quell'uomo può finalmente essere quel padre che, per lui, non è mai stato presente, e questo bisogno lo acceca.
Rincorre disperatamente qualcosa che gli è sempre mancato: la possibilità di sentirsi finalmente abbastanza, per qualcuno che lo ha abbandonato.
Ma quella ricerca lo trascina lentamente verso l’autodistruzione.

Va contro gli avvertimenti di Jordan, contro il parere di coach Lee, contro l'intuito degli amici. E, da quel momento, la sua discesa è inevitabile: si riapre una ferita, una ricaduta nella vecchia dipendenza, si spezzano gli equilibri costruiti con tanto impegno, e poco a poco Chase perde tutto.
Perde l'hockey, la squadra, l'università, se stesso.
E perde la sua Jordan.
La cosa più devastante di Before Dawn è che il suo declino non è improvviso. Succede poco alla volta.

«E dovrei sentirmi sollevato dal primo sussurro di luce,
da quel raggio che si fa strada fra tutto quel buio.
Invece mi sento tradito da questo nuovo giorno che inizia e che non mi salverà.»

Uno dopo l'altro, i pilastri della sua vita si sgretolano e, quando sembra aver toccato il fondo, Chase sceglie di sparire, rifugiandosi in Alaska per cinque mesi.
E leggere mentre si perde è straziante, soprattutto perché lui stesso sembra rendersi conto di ciò che sta distruggendo senza riuscire davvero a fermarsi.

«Con ogni probabilità, non tornerò.
Che sto lasciando l'unica persona che sia mai riuscita a riempire i vuoti dentro di me,
l'unica che abbia mai saputo vedermi per intero,
anche quando io non riuscivo a farlo.
Non doveva finire così.
Che razza di "per sempre" finisce così?»

Jordan, in questo secondo volume, è devastante da leggere.
Perché ama Chase in modo totale, e assistere alla distanza che cresce tra loro è doloroso quanto il crollo di lui.
Lei, che è il cuore pulsante di questo romanzo, che nonostante la sofferenza, la rabbia, nonostante tutto quello che ha perso, non smette mai davvero di amarlo.

Il suo viaggio in Alaska, insieme al coach Lee, è una delle parti più potenti del romanzo, perché non è solo un gesto d'amore: è una dimostrazione di coraggio, speranza, volontà feroce di non lasciarlo andare.
Ma quello che trova in Alaska non è più il suo Chase, non è più solo Chase, ed è un colpo al cuore che anche il lettore avverte, come una sensazione fisica, viva e lacerante.
Jordan torna ad Orono con il cuore frantumato, e lì trova conforto in Nick Kellan, compagno di squadra, amico leale: Nick è la mano tesa, la presenza silenziosa, l'affetto che non chiede niente in cambio, niente che non sia una possibilità.
Ma Nick non è Chase, e Jordan lo sa. Anche quando prova a voltare pagina, dentro di lei qualcosa resiste, perché il vero amore non si cancella, neanche quando si è stati spezzati e tutto sembra avvolto da una cortina di dolore.

«Perché lui mi manca.
Perché il solo pensiero di baciare qualcuno che non sia lui mi fa sprofondare il cuore nello stomaco.»

La sensazione di vuoto che attraversa il romanzo è quasi soffocante.
La promessa che si erano fatti nel primo libro — se uno dei due si perde, l’altro andrà a riprenderlo — diventa il centro emotivo dell’intera storia.
Ma Before Dawn ha il coraggio di mostrare quanto sia difficile salvare qualcuno che continua ad allontanarsi.

Eppure, è quando meno se lo aspetta, quando sembra che abbia accettato il fatto che ormai è finita, quando sembra che abbia quasi messo una fine al male che avverte, che Chase torna nella sua vita con prepotenza.
In una sera qualunque, nel salotto che Jordan divide con Nathan e Nick.
La scena in cui i ragazzi mettono ai voti la possibilità di far restare Chase è una perla di scrittura: divertente e profondamente simbolica, commovente e spiazzante, perché mostra quanto i legami veri possano essere duri ma anche giusti, perché riporta ad After Midnight, perché ricorda che ognuno può, deve, avere una seconda possibilità.

«Jordan mi salva.
Lei mi salva sempre.»

Quello che segue è un lento, faticoso, emozionante cammino verso la guarigione.
Chase non è più il ragazzo che era prima: è un uomo segnato, spezzato, che ha perso tutto, ma che ha capito cosa conta davvero. Non chiede di essere perdonato a parole, ci prova con i gesti, con la costanza, con la vulnerabilità.
Con il semplice desiderio di essere ascoltato, anche solo per cinque minuti.
E la frase più devastante di tutto il romanzo, probabilmente, è proprio questa:

«Quante volte ho pensato che l'alba,
tutto sommato, non sarebbe sorta più.»

Perché racchiude perfettamente tutto il dolore del ragazzo.
La sensazione di essere troppo perso per poter tornare a galla.

Jordan, seppur ferita, non smette mai di guardarlo davvero, e quando finalmente si trovano di nuovo, quando si scelgono, lo fanno con una consapevolezza nuova, matura, ancora più intensa.

«Io ho Chase. E lui è il mio futuro.»

È proprio per questo che il finale colpisce così tanto.
Dopo tutto il dolore, tutte le crepe, tutte le promesse infrante, Jordan e Chase continuano a scegliersi.
Il momento è gioia devastante, ironia e sentimento, con un omaggio speciale ad un oggetto che, chi ha letto After Midnight, non può dimenticare: la famigerata statua della signora St.James

La proposta finale, infine, è il coronamento perfetto del loro percorso. Non perché rappresenti un amore perfetto, ma perché rappresenta due persone che hanno attraversato l’inferno e hanno comunque deciso di restare.

«Jordan Alexander, vuoi sposarmi?»

Valentina riesce con una maestria rara a raccontare l'oscurità senza glorificarla e la luce senza renderla banale.
Before Dawn è molto più di un sequel: è un romanzo che parla di rinascita, di seconde possibilità, di famiglia - quella che scegliamo di avere accanto dal primo all'ultimo giorno - e di quanto amore ci voglia per salvare qualcuno.
Una storia che fa male, ma che guarisce, che è in grado di risanare quelle ferite che ti fanno sanguinare e desiderare solo una pagina in più, ancora e ancora, perché Chase e Jordan non sono solo due personaggi, sono un pezzo del tuo cuore.
E chiudi il romanzo con la certezza che, ora che hai attraversato il buio, puoi finalmente riconoscere l'alba.

After Midnight e Before Dawn non raccontano soltanto una storia d’amore. Raccontano il peso delle promesse, il dolore dell’abbandono, la paura di non essere abbastanza e la difficoltà di lasciarsi salvare quando si sta male davvero.
Jordan e Chase sono due personaggi imperfetti, impulsivi e spesso distruttivi, ma è proprio questo a renderli così vivi. Non si amano in modo semplice, si scelgono continuamente, anche quando sarebbe più facile lasciarsi andare.

La cosa più bella della scrittura di Valentina Ferraro è la capacità di rendere ogni emozione concreta. La rabbia di Chase, la vulnerabilità nascosta dietro i suoi silenzi, la forza di Jordan, il modo in cui entrambi si feriscono e cercano disperatamente di ritrovarsi.
Tutto sembra reale.

After Midnight ti fa innamorare dei Black Bears, delle loro dinamiche, delle scintille tra Jordan e Chase.
Before Dawn, invece, ti spezza lentamente il cuore mostrando cosa succede quando il dolore prende il sopravvento su tutto il resto.
Ma alla fine, questa duologia lascia anche qualcosa di incredibilmente umano: la consapevolezza che amare qualcuno non significa salvarlo al posto suo.
Significa restare abbastanza a lungo da ricordargli che, anche nel buio più totale, esiste ancora un motivo per tornare verso la luce.

I Tropes di After Midnight e Before Dawn:

✨ Enemies to Lovers
✨ Forced Proximity
✨ Love Triangle
✨ Hockey Romance
✨ College Romance
✨ Slow Burn
✨ Second Chance
✨ Found Family
✨ Touch Her and You Die

 

A chi è consigliato:
Questa duologia è consigliata a chi ama gli hockey romance intensi, emotivi e capaci di andare oltre il semplice cliché romantico.
A chi cerca personaggi imperfetti, arrabbiati, complicati da amare ma impossibili da dimenticare.

Perché leggerlo:
Perché Jordan e Chase non sembrano personaggi scritti su carta: sembrano persone vere. Sbagliano, si feriscono, si allontanano, si cercano continuamente. E proprio per questo è impossibile non affezionarsi a loro.
Perché non è soltanto una storia d’amore. È una storia che parla di famiglia, abbandono, paura di non essere abbastanza, perdita di sé stessi e guarigione. Perché poche storie riescono a raccontare così bene una verità tanto semplice quanto difficile: a volte amare qualcuno significa continuare a tendergli la mano anche quando lui è convinto di non meritare più di essere salvato.

Testo ed immagini a cura di Alya

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